A tu per tu con Shara e il suo Vento del Sud – intervista

E’ uscito a gennaio il nuovo album di Shara dal titolo “Vento del Sud version 2019”. Questo lavoro nasce in maniera casuale, quasi un esperimento prodotto spontaneamente durante una sessione di prove con la band, in un momento di pausa e convivialità.

Uno “stacco” inusuale e non premeditato tra il disco pubblicato due anni prima e il nuovo progetto in fase di lavorazione.

Oltre a “Vento del Sud” nell’album troviamo il brano “Il Bacio del Risveglio”, singoli che  appartengono a due mondi musicali molto distanti tra loro ma legati da un unico filo conduttore che è il passato.

Lo sguardo a quel che è stato, al vissuto e alle molteplici esperienze, così come le tradizioni della sua terra sono stati sempre una “costante” del percorso artistico e personale di Shara.

Vento del Sud” versione 2019  ha delle sonorità che si rifanno ai mitici anni ’80 mixate con note più attuali dal tocco nord europeo. Anche il videoclip si rifà allo stile dei mitici ’80 con la scelta del look moda, i colori ed il cuore sacro realizzato con i mattoncini Lego. Per il brano “Il Bacio del Risveglio” le sonorità invece strizzano l’occhio al jazz anni ’40 per poi volgere in alcuni tratti al sound dei mitici anni ’60.

Il nuovo progetto Vento del Sud come nasce e quale messaggio vuole portare

Le tematiche sono rivolte al territorio, sono dei brani che comprendono un messaggio di amore universale, da soli non si va da nessuna parte, il coraggio e la volontà sono la base su cui costruire tutto e per me l’intento è di unire le persone e di poter dar vita ad un cambiamento…o almeno provarci. L’unione fa la forza e la musica è un veicolo veloce che permette di far arrivare il messaggio più facilmente. Vento del Sud è figlio del Terronian Project, un progetto socio-culturale da me ideato verso la fine del 2011. Al rientro dal mio lungo soggiorno londinese e forte dell’esperienza fatta in terra britannica, sentii l’esigenza profonda di fare qualcosa di positivo per il mio territorio. Una serie di iniziative, tra cui anche l’ideazione e la produzione di un format tv, mi diedero l’opportunità di entrare in contatto con alcune persone interessate a questa mia ambiziosa idea di dar vita ad un progetto che potesse mettere sotto i riflettori il Sud. Volano di tutto questo sarebbe stato un grande evento che prese poi il nome di Terronian Festival di cui curai tutto, organizzazione, produzione e anche la direzione artistica. Per quell’iniziativa scrissi 2 brani, uno di questi era Vento del Sud mentre l’altro era Giorno. Il primo lo scrissi per me, il secondo invece lo immaginai corale e divenne la sigla dello stesso Terronian Festival. Nel 2015 decisi di fare un EP e di renderlo un po’ la colonna sonora di questo Terronian Project e così nacque la prima versione del progetto musicale Vento del Sud che fu pubblicato nel Gennaio del 2016 al quale è poi seguita la seconda versione (un mini EP contenente i 2 singoli Vento del Sud ed Il Bacio del Risveglio riarrangiati in chiave diversa) uscita nel Gennaio di quest’anno.


Come mai la scelta del nome Shara, ha un significato?

Avrei dovuto chiamarmi così perché così piaceva a mia madre, poi la “h” è scivolata per errore come ultima lettera del nome quando mi dichiararono all’anagrafe e fui semplicemente Sarah. E’ sempre stata una lotta con questa h… solitamente, quando mi chiedono il nome, la “lettera muta” la mettono sempre come seconda lettera, così, dopo l’ennesimo errore, ebbi l’idea di utilizzare il nome che piaceva a mia madre come nome d’arte. Quando vivevo a Londra un’amica indiana mi disse che nella sua lingua Shara significa “segno”, ne rimasi molto contenta oltre che sorpresa in quanto io credo molto nei segnali che ogni giorno il destino ci manda.


Come ti approcci al pubblico e il tuo rapporto con il live?

Sono nata sotto il segno dei Gemelli quindi stare a contatto col pubblico è una cosa che adoro! Nel corso dei miei live cerco sempre di dare tutta me stessa ed allo stesso tempo far sentire il pubblico parte integrante del concerto. La musica è condivisione, è energia allo stato puro e quello che si prova sul palco arriva automaticamente al pubblico che ti sta ascoltando. Per me i live sono una sfida continua perché ogni volta cerco di dare qualcosa in più essendo una persona che prova costantemente a superare i propri limiti e le barriere imposte da condizioni karmiche e sociali. Sono alla continua ricerca di una perfezione ed i live rappresentano per me il banco di prova delle mie battaglie interiori, musicali e sociali.


Quale artista ti ha ispirato nel passato?

Senza dubbio Madonna. Sono cresciuta studiando la sua personalità camaleontica che l’ha resa la regina indiscussa del pop. Allo stesso tempo ho sempre prestato molta attenzione alle melodie ed ai testi delle canzoni di Michael Jackson che per me ha rappresentato l’incarnazione dell’Artista per antonomasia, una sorta di figura angelica, vissuta a metà tra terra e cielo, portatrice di un messaggio di amore universale.

Il tuo rapporto con la tua città Napoli?

Napoli è la città della sirena Partenope e la mitologia ci insegna che con le sirene bisogna stare molto attenti! E Napoli è essa stessa una bellissima sirena, ma se ti innamori di lei devi sapere come trattarla e se provi a lasciarla ti rimarrà per sempre addosso il suo vivo ricordo e ti sarà impossibile dimenticarla. Nonostante sia molto difficile vivere qui è altrettanto complicato andar via. Nel 2007 ho provato ad andarmene, ma dopo un anno lontano dalla mia terra non ho resistito al richiamo ammaliante di Partenope e sono tornata pur sapendo che vivere in questa città significa avere a che fare ogni giorno con tante realtà diverse tra loro, “tante anime” che cercano di affermare la propria verità nella lotta tra il lecito e l’illegalità, l’originale ed il falso, il tossico ed il genuino. Qui perdi quando ti pieghi ad un sistema, ma sei vincente e dimostri di essere abile se in mezzo alle tante cose che non vanno riesci a vivere senza aver dovuto cedere ad un compromesso o aver modificato il tuo modo di essere. La complessità del tessuto sociale e la forte dualità che coesiste in questa città mi hanno ispirato a scrivere “Il Bacio del Risveglio” in cui racconto il bisogno di unirsi, di stringersi la mano per poter cambiare le cose. Però a Napoli si vive di miracoli ed era quindi d’obbligo coinvolgere in questa tensione verso l’anelato ”risveglio” anche una forza superiore, il divino, che attraverso il bacio di un angelo riesce a destare nel popolo partenopeo la forza di volontà capace di indurre al cambiamento.

Live in programmazione?

Ho diversi appuntamenti in programma che rientrano tutti nel progetto Vento del Sud tour iniziato lo scorso 27 Dicembre al teatro Hart di Napoli. Nei prossimi giorni saranno disponibili sul mio sito e sui miei social tutte le date in programmazione.

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